18 Lug / 2023
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Fatica mentale e performance atletica
La fatica è una sensazione di stanchezza a insorgenza graduale. Questa ha caratteristiche di reversibilità in seguito ad un periodo di riposo adeguato. Una parziale distinzione la possiamo fare in relazione alla fatica fisica e fatica mentale.
La fatica fisica fa riferimento alla temporanea inabilità del muscolo a mantenere il livello di sforzo richiesto. Spesso questa fatica è intesa come fatica locale o periferica.
La fatica mentale, invece, è un transitorio declino delle funzioni cognitive in seguito ad una intensa attività mentale.
Se pur possono sembrare forme indipendenti, in realtà, sono strettamente correlate.
Al contempo, in determinati casi, la presenza di fatica mentale, facendo riferimento perlopiù a percezione di stanchezza, non si riversa sul risultato delle prestazioni atletiche, differentemente dalla fatica sistemica o centrale, ovvero fatica associata al Sistema Nervoso Centrale (SNC), la quale evidenzia una diretta incidenza sulla capacità di performare un’attività.
Differente è l’astenia, il quale se pur consiste nella riduzione di energia, si manifesta in differenti condizioni morbose sia fisiche che psicologiche.
La presenza di fatica mentale incide in maniera diretta sulla performance atletica, anche se in misura differente, in relazione alla tipologia delle attività da eseguire e alla prestazione richiesta.
📌 Indice:
Whole body endurance

La presenza di fatica mentale porta ad un ridotto tempo di esaurimento della capacità aerobica, mentre, il tempo di completamento dell’attività aumenta. All’incremento della percezione di sforzo, la fatica sistemica o centrale non sembrerebbe aumentare, questo probabilmente per un motivo di sforzo complessivo limitato proprio dalla percezione della fatica.
Infatti, in assenza di quest’ultima, allenamenti di endurance sono particolarmente impattanti sul sistema nervoso centrale e, spesso, fautori della sindrome da sovrallenamento.
L’effetto fisiologico della fatica mentale suggerisce che il fenomeno non riduce, in maniera diretta, la performance. Infatti, più alta frequenza cardiaca, consumo di ossigeno, formazione di lattato, sono spesso registrati quando la fatica mentale non è presente.
Muscular endurance

In presenza di fatica mentale, in un esercizio a carico fisso, facendo riferimento all’endurance muscolare e non a quella cardiovascolare (esempio, massima contrazione isometrica al 20%), il tempo di esaurimento diminuisce mentre aumenta la percezione di sforzo. La percezione di sforzo aumenta all’incremento della fatica mentale durante e non dopo l’esercizio.
La fatica mentale sembra avere un simile effetto sia sull’endurance cardiovascolare che sull’endurance muscolare, nonostante i due tipi di attività derivano da fattori fisiologici differenti.
Maximum strength/power

Studi evidenziano come la fatica mentale non influenza o indebolisce performance basate sull’espressione di forza massima o potenza (ad esempio, salto verticale o ripetizioni all’1RM), anche se potrebbe comunque ridurre la performance. Questo potrebbe essere dovuto alla mancanza di componenti cognitive nella tipologia di attività.
Takeaway
La presenza di fatica mentale indebolisce principalmente quelle attività o prestazioni prettamente basate sull’endurance aerobico sull’intero corpo e muscolo-locale, mentre risulta essere meno apparente l’impatto sulla forza massima e attività di potenza.
Sembrerebbe che la fatica mentale incida in maniera diretta su quelle attività più complesse da un punto di vista cognitivo, indebolendo il controllo motorio, in particolar modo in quelle attività meno efficienti e che, di conseguenza, richiedono un più alto reclutamento di unità motorie.